Comunicare con il paziente depresso

Comunicare con un paziente depresso può essere complicato sotto diversi aspetti. La depressione è uno status emotivo che va oltre la semplice emozione di tristezza ed è caratterizzato da molteplici sintomi.

Insegnare al paziente come rapportarsi con la propria condizione e riconoscere le possibili origini dello stato è importante, ma prima di far ciò è necessario creare un buon tramite comunicativo. Bisogna innanzitutto mettere a proprio agio il paziente, e in un contesto multiculturale quale quello moderno è importante tenere in considerazione anche la diversità linguistica culturale e dare il giusto peso al linguaggio non verbale universale.

Da un punto di vista pratico possono essere presi diversi accorgimenti per far sentire a proprio agio il paziente.

  1. Preparazione e sicurezza
  • Preparare la stanza dove viene accolto il paziente, in maniera tale da ricreare un ambiente calmo e confortevole, garantendo un ampio spazio personale;
  • Identificare le possibili cause della depressione del paziente, come l’ambiente in cui vive, la presenza di altre persone, valori morali, esperienze vissute, scarsa concentrazione;
  • Se necessario, parlare delle possibili cause di depressione con membri della famiglia, includendo la storia di malattia;
  • Essere consci degli elementi non verbali che influenzano la comunicazione con il paziente depresso (linguaggio del corpo, postura, cadenza del discorso). Non essere giudicanti.
  1. Colloquio
  • Accettare il paziente, focalizzandosi sui suoi aspetti positivi, fornendo un feedback d’incoraggiamento. I pazienti depressi hanno spesso una bassa autostima, e questo approccio li può aiutare a concentrarsi sui propri punti di forza.;
  • Essere empatici e onesti, per sviluppare un buon livello di fiducia;
  • Usare un appropriato linguaggio non verbale e ascoltare attivamente il paziente, standogli a fianco. I messaggi non verbali mostrano l’interesse del curante e aiutano ad aprirsi nei confronti del sanitario;
  • Usare un linguaggio verbale chiaro e conciso per rispondere al paziente, con affermazioni che validano le sue emozioni.
  • Utilizzare frasi che richiedano una risposta aperta, come “Dimmi come ti senti” o “Sembri triste; parlami della tua tristezza”. Il paziente deve essere incoraggiato a parlare, facilitando una discussione approfondita dei suoi sintomi;
  • Ricompensare le piccole decisioni e azioni indipendentemente svolte dal paziente;
  • Garantire delle strategie per confortare il paziente. I pazienti depressi spesso hanno diversi problemi fisici; individuare e trattare adeguatamente anche questi sintomi, come dolore, nausea, etc;
  • Chiedere al paziente riguardo alla propria ideazioni suicidaria e degli eventuali piani di suicidio. I pazienti depressi presentano un rischio elevatissimo di suicidio. Altri fattori di rischio includono condizioni mediche generali, mancanza di speranza, sesso maschile ed età avanzata. Maggiore è lo sviluppo del piano, maggiore è il rischio di suicidio; (Keltner & Steele, 2015)
  1. Trattamento, monitoraggio e supporto
  • Indagare la presenza continua di segni e sintomi riferiti (fisici o comportamentali) che possano indicare la presenza di depressione, determinando quindi in che misura il trattamento abbia alleviato la condizione del paziente;
  • Incoraggiare il paziente a discutere e trovare nuovi meccanismi per far fronte alla depressione nel futuro e prendere decisioni indipendenti riguardo la propria assistenza. Valutare l’abilità del paziente ad assumere dei comportamenti che giovino alla propria salute;
  • Valutare l’abilità del paziente di discutere i fattori che abbiano causato la sua depressione;
  1. Generali accorgimenti comunicativi

Anche nella vita quotidiana è importante ricordare che la depressione spesso c’è ma non si vede. Ė bene pertanto prestare attenzione a come ci si rivolge al prossimo, anche al di fuori dell’ambito strettamente sanitario e del rapporto professionista-paziente.

  • Quando ci troviamo di fronte a un conoscente che mostra segnali di sofferenza emotiva, dobbiamo stare attenti a evitare frasi quali “basta lamentarsi”, “stai solo cercando attenzioni”, “non hai motivi validi per sentirti così”;
  • Stiamo attenti alla cosiddetta “positività tossica”, stato mentale che ci porta a sperimentare e mostrare solo emozioni positive, demonizzando quelle negative e impedendo al prossimo di esprimersi;
  • Qualora un conoscente dovesse confessarci di soffrire di depressione, è fondamentale non banalizzare la conversazione con frasi come “ho sempre pensato avessi un problema”. Per chi abbiamo davanti è probabilmente stato difficile aprirsi con noi, da parte nostra è quindi fondamentale sentirci grati della fiducia che ci sta dando e offrirgli quanto più supporto possibile.